RIGENERAZIONE URBANA
Le nostre città sono frammentate da spazi monofunzionali come i parcheggi: distese di asfalto che non solo contribuiscono all'isola di calore urbana, ma creano vuoti relazionali che aumentano la percezione di insicurezza e l'isolamento sociale. Questo Case Study teorico esplora il potenziale di trasformazione di un'area residuale in un catalizzatore di benessere comunitario.
L'approccio progettuale parte dallo schizzo a mano libera per un motivo preciso: visualizzare le dinamiche umane prima delle strutture edilizie. L'obiettivo era convertire uno spazio di transito in quello che il sociologo Ray Oldenburg definisce "Terzo Luogo": un'ancora della vita comunitaria che non è né casa né lavoro, fondamentale per la salute mentale collettiva.
La sovrapposizione del verde e l'uso di materiali caldi (mattoni faccia a vista) mirano a ridurre lo stress visivo tipico del cemento urbano. Le sedute e i percorsi sono stati disegnati seguendo i principi della prossemica, per incoraggiare l'interazione spontanea tra i residenti e restituire al quartiere un senso di identità e appartenenza (Place Attachment).
CRITICITÀ
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"Non-luogo" urbano
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isola di calore
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assenza di socialità e sicurezza
SOLUZIONI
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Creazione di un un "terzo luogo" (Ray Oldenburg)
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Psicogeografia e walkability
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Biophilic urbanism










